Assemblee e congressi, elezioni e governo
postato il 20 Mag 2018
Finito ieri il mio giro ecofemminista al Sud, dove ho incontrato tante amiche vecchie e nuove, e anche qualche caro amico che mi ha aiutata come Domenico Gattuso, con cui mi sono confronata nelle pause, ritorno a seguire in rete e sui media cosa succede nella seconda politica, in particolare vorrei sapere che succede alle donne che conosco e che hanno deciso di giocarsi in prima persona in questa fase in cui, come al solito nel nostro paese, esistono solo maschi e proposte maschili e dobbiamo registrare la vergognosa iniziativa della presidente della commissione donne del Comune di Roma, che ha proposto e fatto approvare la delibera per sfrattare la Casa internazionale delle donne, dichiarandone il progetto fallito. Ho detto dei luoghi delle donne nel mio precedente post, denuncio il fatto che anche sindaci che si dicono di sinistra e che chiedono di essere riconfermati, come quello di Catania e quello di Reggio Calabria, non accolgono la richiesta delle amiche che mi hanno invitata (grazie Daniela, Eliana, Maria Francesca, Ginetta, Antonella e le altre amiche splendide ospiti) e di avere una casa per incontrarsi e mettere in pratica attività desiderate. Invitata al Congresso di DemA, per spiegare la nostra esperienza, sono curiosa di conoscere da vicino la casa delle donne di Napoli che non è stata inserita nella delibera dell’uso civico degli altri beni comuni concessi dal sindaco a chi li ha occupati. Ritengo vergognoso ed esemplare al negativo il caso di Roma e il silenzio delle mie amiche che partecipano al governo della città e anche della mia città, Torino, dove la sindaca preferisce rilanciare le Olimpiadi e far partecipare alla manifestazione Notav, vicesindaco e parlamentare, Laura Castelli, unica donna che ha partecipato alla stesura del contratto, spero non come segretaria che lo scriveva al pc, che ha lasciato là passare la linea Salvini e qui, manifesta contro.
Daniela Dioguardi mi invita al Comune di Palermo ad una iniziativa di Sovrane con Annarosa Buttarelli ed altre amiche perchè, si dice nella locandina, la perdita di credibilità e “autorità” (quale? quella dei governi Pd?) della politica istituzionale e dei partiti, rende oggi necessari un ripensamento e una trasformazione delle politiche tradizionali prodotte dal patriarcato (e ieri no?). Sono da tempo convinta e appunto alla fine del secolo scorso abbiamo realizzato un governo a sovranità più che femminile, ecofemminista, quello raccontato nel libro che sta raccogliendo successo proprio perchè nelle pratiche realizzate dalle donne verdi tante altre si riconoscono. Le più grandi perchè hanno partecipato o se le ricordano, le più giovani perchè ne sono affascinate e vi ritrovano desideri e aspirazioni, ora negate e allora realizzate.
Che distanza da queste pratiche di preparazione al nuovo governo, tutte al maschile, e anche dall’elenco dei punti del contratto, mediazione di due visioni populiste, una chiaramente di destra, e l’altra dichiarata nè di destra nè di sinistra, nel senso di opportunisticamente ondivaga, e non innovativa come allora noi con Alex Langer sostenevamo convintamente perchè stavamo cambiando un paradigma ottocentesco e volevamo andare oltre le vecchie divisoni ideologiche, sognando un mondo diverso, in armonia e in pace, rispettoso e più gisto che in parte abbiamo realizzato da subito, con tante femministe ed attiviste che hanno lavorato con noi, come si racconta nel libro.
Che distanza da quel che è rimasto del PD, in balia alle alchimie renziane, che dà spettacolo di debacle pubblica, di scontri continui, di penose asserzioni di leaderismo inesistente. E le donne towanda, che fine hanno fatto? e quelle in Led? Anna Falcone che ripropone un ormai sepolto, anche per responsabilità sua, Brancaccio? O Laura Boldrini che si appella alle donne e al lavoro inesistente, ma non offre loro nessuna prospettiva? Io so di Paola Lanzon, ottima presidente del Consiglio ad Imola, boicottata per anni dal sindaco e dai dirigenti del suo partito, candidatasi alle politiche in Led ottenendo un ottimo risultato, fatta fuori dal consiglio a seguito della veloce riappacificazione con il Pd del vertice contro tutti gli iscritti di Imola, e sostituita da un’altra donna che non conosco e che è stata messa lì come specchietto delle allodole a coprire un patto vergognoso. So delle amiche valdostane di cui vi ho già parlato, che hanno responsabilmente dati vita ad una lista con il 60% di donne, pesantemente attaccate dalla Lega, ma anche da presunti compagni.
A Napoli passerò anche dall’assemblea di Potere al Popolo, per conoscere Viola Carofalo e le altre ragazze dell’ex-opg, e capire che cosa desiderano veramente al di là di vecchi slogan, pugni chiusi e bandiere rosse. Per rendermi conto se la proposta politica avanzata dalle amiche e dagli amici della mia associazione “prima le persone”, di dotarsi di metodi decisionali partecipativi e orizzontali, grazie anche all’uso di piattaforme informatiche, le troverà interessate o se preferiranno ancora dare vita ad un tradizionale partito, più o meno piramidale. Voglio misurare il loro protagonismo, la capacità di mettere al centro i loro desideri, partendo dalla quotidianità e dall’esperienza e trovare quell’empatia e curiosità indispensabili a promuovere una guida collettiva dei processi di cambiamento in atto in questa società liquida e complessa.
Invito tutte le donne che stanno scegliendo come posizionarsi anche rispetto alle prossime elezioni, al confronto collettivo nel movimento.
Commenti:
-
Come si fa, se prima non si riflette sul femminismo oggi “morto”, a rilanciare il tema della partecipazione attiva delle donne alla politica? Ovunque ci sono discriminazioni, ovunque si uccidono le donne.
-
sono d’accordo con giovanna calvo. ma spero nono stante tutto ancora spero per la mia esistenza