Bambine vendute per fame

postato il 7 Feb 2022
Bambine vendute per fame

E morte per freddo e fame

Siamo ancora a subirci nei media la coda di Sanremo, dove abbiamo visto quasi tutti maschi vestiti al femminile e Drusilla fare la donna liberata, ieri Papa Francesco ha fatto il suo debutto da Fazio con cui ha parlato di uomini e di Dio, ma pochi accenni a quello che stanno subendo bambine e donne nel mondo. Gli uomini in rosa sono contro il patriarcato? Riconoscono l’autorità femminile come ha fatto Achille Lauro a Loredana Bertè e alla sorella Mia Martini, a cui nessun uomo ha chiesto scusa prima di lui. Conformismo a gogò e nessuna rivoluzione. Soprattutto in rete, dove pare siano partiti insulti indecenti contro Lorena Cesarini per il colore della pelle e Gianluca Grignani, per le sue fragilità.

E le donne come provocano oggi, soprattutto fuori dalle scene? O meglio cosa stanno costruendo e, contemporaneamente, demolendo. Una rivoluzione necessaria di cui noi abbiamo messo le radici in Italia negli anni ‘80, l’ascesa dell’ecofemminismo di cui racconta l’attivista e scrittrice irlandese Jess Spear, attraverso le donne che in tutto il mondo pagano con la vita la resistenza alla predazione dei loro corpi e della loro terra [QUI la traduzione di Silvia Treves].

Ho trovato il suo articolo di un anno fa sulla rivista “rupture” perché qualche amica che ringrazio me l’ha inviato in rete e io l’ho condiviso un po’ invidiosa perché qua, il movimento che ha prodotto il nostro manifesto pubblicato su Spigolatrici di ambiente, fatica ad affermarsi e il mondo femminista resta frantumato tra generazioni e luoghi diversi.

Domenica scorsa ho ricevuto una piacevole sorpresa collegandomi con la riunione promossa da “Facciamo Eco” e da altri soggetti ecologisti a Firenze. Nei tratti che ho potuto seguire tra gli impegni precedenti che ho cercato di far convivere, ho risentito con piacere qualche amica e qualche ecologista con cui ho lavorato nella mia lunga storia, con l’unico mio partito che abbiamo fondato a Finale Ligure e da cui sono uscita 16 anni fa.  Ecco Andrea Morniroli, Edo Ronchi, Angelo Bonelli, Pietro Del Zanna, Monica Frassoni, Brigitte Foppa.

Non mi interessa entrare qui in una fase in cui tutti si comportano come dovessimo votare all’indomani ma voglio nominare alcune consigliere e assessore intervenute che hanno parlato dei loro territori con passione. Quando abbiamo insistito a far candidare nelle scorse elezioni locali giovani ecofemministe, abbiamo buttato semi che parevano essere germogliati in poche situazioni. invece la generazione più giovane, guidata da Rossella Muroni e Elly Schlein, organizzatrice l’una e invitata l’altra in una sessione al femminile, è riuscita a far eleggere con successo in molte e differenti località italiane.

Federica Vinci di Isernia che ha raccontato il fallimento di tante fabbriche e l’abbandono di giovani e disoccupati per cercare lavoro altrove; Giulia Massolino consigliera comunale a Trieste dove abbiamo Antonella Caroli, neo presidente di Italia Nostra e già autorità portuale, che ha salvato il vecchio porto austroungarico dalle speculazioni che anche la sinistra aveva in corso.

Beatrice Corsi di Sesto Fiorentino dove Eco ha preso il 6%, impegnata nella vertenza contro l’ampliamento dell’aeroporto e l’inceneritore. Beatrice ha fatto un’affermazione politica importantissima. I sindaci hanno le armi spuntate, dobbiamo metterci a disposizione con generosità ed umiltà dando risposte chiare e comprensibili ai problemi dei nostri concittadini. Dobbiamo cambiare il modo di comunicare e buttare via le microsegreterie.

Valeria Campagna consigliera comunale a Latina ha rafforzato sostenendo che è l’ora di cambiare le politiche e chi le decide. Sandra Pratelli, assessora a Roma, che ha sostenuto la radicalità indispensabile di chi ha ruoli amministrativi nelle battaglie intraprese e nel disegnare le prospettive future. Anna Savarese, vicesindaca del comune di Giuliano (Napoli), terra dei fuochi, ha parlato delle terre confiscate, delle comunità energetiche, della messa in rete delle buone pratiche.

Simona Larghetti, eletta a Bologna nella lista “coraggiosa” ha fatto notare che liste civiche radicate prendono più voti dei partiti, ha ricordato la caratteristica del movimento ciclistico che non nasce nei convegni e nei libri ma nella prossimità e nella relazione sociale sulle strade. Dimensione opposta alla liturgia dei vecchi partiti che sono in disfacimento. Crisi delle grandi associazioni ma forza e vitalità delle piccole associazioni, la capacità di stare vicine alla persona e ricostruire un metodo di fare politica insieme e condividere le esperienze chiudendo la sinistra storica verticistica,il nostro nemico è l’astensionismo.

Questa è la nostra sfida: agire nell’irrisolto. Giulia Mirra, ha chiesto ad Agnese Casadei di Fff cosa manca secondo loro alla politica. La risposta: obiettivi vicini per controllare le emissioni e non al 2050 ma costantemente. O le riduciamo del 12-13% ogni anno oppure non ci sarà transizione.

Manca la capacità di comunicare. I partiti ecologisti sono incapaci di far capire che la transizione ecologica può procurare tanti posti di lavoro. Basta discussioni inutili che fanno perdere tempo.

Elena Ostanel, consigliera della Regione Veneto sostiene che classe politica e tecnica della PA devono lavorare insieme per il PNRR. Noi non abbiamo ancora capito cosa succederà perché non abbiamo fatto un monitoraggio civico. Un approccio ecologista alla politica non deve essere visto dai territori marginali come qualcosa di estraneo perché non sappiamo includere.

Marta Bonafoni, consigliera della Regione Lazio discute della postura della politica con Elly Schlein, Annalisa Corrado e Rossella Muroni, parla di pace, di scuola, di migrazioni e, come rigeneratrici di politica, della lista ecologista e femminista che ha permesso di eleggere a Roma, in comune e nelle circoscrizioni. Rosa d’Amato, europarlamentare di Taranto, si chiede come usiamo i fondi europei, nazionali e regionali per uscire dalla situazione terribile di inquinamento e morte. Un nuovo fondo sociale e climatico è stato avviato in Ue ma saranno anche richieste più tasse. Il governo non sa dare risposte che hanno invece le Ong.

Rossella Mazzorati vicesindaca e Renata Zuffi di Lecco, assessora alla PO e ai trasporti hanno raccontato della ricostruzione di tre fiumi distrutti dall’inquinamento di industrie fallite e delle politiche avviate sul territorio.

Mi scuso per la parzialità delle citazioni che dovranno forse essere corrette quando riuscirò a riascoltare il dibattito su Fb, dove chi vuole approfondire potrà farlo anche rispetto ai tanti ecologisti impegnati nei territori che io non ho citato qui per scelta di dare voce al protagonismo femminile.

La speranza di un mondo dove non si riproducano queste terribili situazioni in cui bambini e bambine, due piccolissime ieri in una tenda sommersa dalla neve in Siria, muoiano di freddo e fame mente noi, ma soprattutto i nostri governi, ci voltiamo dall’altra parte. Le bambine sono vendute dalle stesse madri per non far morire i più piccoli. I migranti possono essere accolti se amministratori locali preparano progetti precisi al riguardo. Informiamoci sui nostri territori.

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