Ci stiamo abituando a morti ogni giorno?

postato il 4 Lug 2022
Ci stiamo abituando a morti ogni giorno?

La cosa che mi angoscia di più di questi tempi è l’incapacità di gran parte di eletti e responsabili nelle istituzioni, di prevenire le morti che riempiono ogni giorno le prime pagine e, una volta successo. di adoperarsi a non fare succedere più, punendo anche in modo esemplare i responsabili che in genere, per interesse o vendetta, hanno ucciso o hanno permesso che si morisse. E la loro intenzione manifesta di evitarlo, solo dopo che sono successi i drammi.

Temo che voltare lo sguardo dall’altra per non farsi coinvolgere stia diventato una modalità di relazionarsi senz’anima che si diffonde anche tra chi è più giovane, un adattamento che la rete favorisce.

La tragedia della Marmolada risveglia tutti i commentatori ecologisti e muove il Presidente del Consiglio a Canazei per visionare e indagare. Noi ecofemministe che piangiamo la probabile trentina di vittime in una domenica di sole, vorremmo sapere dal ministro Cingolani quali provvedimenti sono stati presi dal governo, a livello nazionale e internazionale, per frenare lo scioglimento dei ghiacciai in questa estate anticipata e caldissima, e per evitare tragedie annunciate come questa.

O come quella dei morti sul lavoro che Orlando dovrebbe spiegare girando tutta l’Italia con i sindacati, Confindustria, Confedilizia, Confcommercio e Confagricoltura, Ispettorati del lavoro. Così potremmo fare agevolmente nei nostri terrori la conta di quanti uomini occupano questi luoghi di responsabilità e quante donne. Siamo certe che il nuovo partito dei cocomeri, guidato da Bonelli e Fratoianni sarà al nostro fianco.

Noi ecofemministe siamo diffuse in tutta Italia dagli anni ’80, stiamo facendo il nostro lavoro di colibrì per spegnere incendi e ridurre scioglimenti, siccità e alluvioni, senza risorse e senza cappelli politici, senza ambizioni ma assolutamente autonome e molto arrabbiate contro tutti i narcisi, che saltellano qua e là, che si preoccupano di assicurarsi un posto al sole, che non si sa quali alleanze faranno nelle prossime elezioni regionali, politiche ed europee, dai campi larghi che si spingono sempre più al centro verso Calenda, Sala, Renzi e altri, ai 5 Stelle frantumati in mille rivoli, agli ecologisti e lobbisti di Edo Ronchi e Assemblea Ecologista di Rossella Muroni, Annalisa Corrado e alla Visione larga e coraggiosa di Elly Schlein.

Certo che queste ultime amiche sempre impegnatissime nell’ecofemminismo di movimento e istituzionale ci danno più affidamento nel contrasto ai femminicidi, le violenze e gli stupri dichiarati e non, sto leggendo “di cosa parliamo, quando parliamo di consenso” di Manon Garcia che consiglio.

Basta bambini uccisi o portati via con la forza alle loro madri in seguito alla legge 54 sulla bigenitorialità, promossa anche da parlamentari di sinistra. Poi applicata contro loro con la complicità di magistrati e servizi sociali, anche donne gregarie o sadiche, non riusciamo a capire e ci piacerebbe che qualche media le intervistasse. Ricordo sempre il libro di Ilda Boccassini “La stanza numero 30” e le sue denunce, nomi e cognomi, dei magistrati collusi. Ringrazio la presidente della Commissione contro la violenza alle donne per l’indagine condotta e il lavoro continuo di denuncia e mi auguro che Letta le assicuri la rielezione e lei lo aiuti a fare liste con ecofemministe autonome e capaci.

Due di loro sono in prima file nelle lotte contro le mafie stanno per partire nella missione Mean per Kiev, Marilù Mastrogiovanni e Pinuccia Montanari che ha pubblicato il nostro Manifesto sul suo bellissimo libro “Spigolatrici d’ambiente”. Non ripeto qui quante morti per la guerra e per le mafie ma consiglio il libro “io sono Rita” Le tre autrici sono da sempre impegnate e il giornale Le Siciliane continua tra mille difficoltà grazie all’impegno di Graziella Proto.

Ringrazio Maria Francesca Lucanto per il lavoro con Mimmo Lucano e i migranti contro la riconferma del memorandum libico che verrà automaticamente rinnovato se non si muovono tutti i politici che si affannano a farsi rieleggere. E consiglierei a tutti i candidati in pectore di leggere e rileggere e consigliare ai loro amici maschi il libro di Ginetta Rotondo “Volevo solo essere felice“.

Noi colibrì continuiamo con il nostro lavoro sperando di avvicinarci a ciò che Wangari Maathai ha ottenuto e ricordiamo il lavoro e la visione di Alex Langer a cui abbiamo voluto molto bene. Come a Petra Kelly, vittima di un femminicidio per mano del suo compagno, un generale diventato antimilitarista ma, evidentemente ancora violento, avvenuto quando i Grunen, che lei aveva fondato, le avevano voltato le spalle come racconta Valentina Cavanna nel suo libro Petra Kelly – Ripensare l’ecopacifismo.

Ecco il report del nostro ultimo incontro,

Commenti:

  • Pinuccia 4 Luglio 2022

    Grazie Laura delle tue importanti riflessioni. Come scriveva Alex ‘ Meglio un anno di trattativa che un giorno di guerra’. Confidiamo che questa prospettiva possa prevalere, anche se comprendo profondamente quanto sia difficile davanti alla barbarie, ai le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. Un abbraccio Pinuccia

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