Continuiamo insieme per il nostro sentiero

postato il 28 Mag 2014
Continuiamo insieme per il nostro sentiero

Un sentiero selvatico noi di Tsipras abbiamo cominciato a tracciarlo durante la raccolta delle firme e la campagna elettorale, un percorso fatto di differenti storie e appartenenze che, anche grazie alle nuove relazioni che si sono stabilite tra di noi e con chi stavamo avvicinando, si modificava giorno per giorno.

Una leader ci aveva mostrato le ragioni politiche del metterci in marcia per un’altra Europa e aveva delineato anche i punti programmatici in cui tutt* ci riconoscevamo. Intorno a lei altri garanti, il candidato alla presidenza della commissione, quel giovane leader che si stava conquistando la maggioranza politica della Grecia, due formazioni politiche che mettevano a disposizione anche le loro strutture, movimenti e comitati che dopo la vittoria del referendum su nucleare e acqua pubblica su quest’ultimo punto non avevano visto rispettare la volontà popolare da chi ci governa a livello nazionale e locale. Candidate e candidati che si sono girati l’Italia e hanno creato rete con entusiasmo e un sacco di volontari, molti giovani.

Errori di percorso discussi apertamente, difficoltà a farci conoscere con quel nome difficile e il boicottaggio dei media. Eppure abbiamo raccolto molte più firme e abbiamo superato quello sbarramento. Tre eletti:  Spinelli in due circoscrizioni difficili e  Ovadia nel nordOvest. Octavia Brugger che nel Nordest si era avvicinata all’elezione e sarebbero bastati pochi voti in più. La sensazione di aver tutt* contribuito come riuscivamo, di esserci appassionati e avvicinati quasi a raggiungere un’identità comune in cui riconoscerci pur salvaguardando le nostre differenze, a partire da quella fondamentale donna/uomo, che sono la nostra ricchezza se le valorizziamo.  Salvaguardando anche le nostre incertezze. Un’identità che abbiamo iniziato a  ridefinire anche con chi abbiamo incontrato in questi due mesi.

Altri ci riempivano orecchie e occhi dai media e dai tabelloni, dalle loro autostrade asfaltate di sicurezze, con i loro slogan ossessivi. Vinciamo noi o vinciamo poi. Per noi vincere quella sfida difficile sembrava essere innanzitutto raggiungere il quorum.

L’abbiamo raggiunto per un soffio e ora pare quasi che non sappiamo bene come procedere tra chi è affascinato da quello strepitoso  40% renziano e chi si sente perso senza i canoni delle vecchie appartenenze e senza guida certa, tra chi pensa che l’adesione al Gue sia ora l’unica certezza da imporre e chi è incuriosito dallo sbandamento dei grillini, tra chi pensa che ora si debba marcare che siamo l’unica sinistra degna e chi pensa che in Europa c’è un gruppo più grande e consolidato con cui allearsi che è quello dei Verdi.  Non si capisce bene perché il gruppo promotore non abbia risposto alla lettera di Monica Frassoni e non abbia proposto loro di aderire, come non l’ha fatto con i comunisti italiani. Avremmo superato insieme la soglia con molta più facilità attestandoci probabilmente a ridosso della Lega e superando Alfano senza difficoltà.

Guardare solo alla vittoria di Renzi o alla crisi di Grillo non ci dà elementi utili, serve al massimo a definire meglio il contesto in cui ci troviamo ma rischia anche di rappresentare una fuga dalla nostra responsabilità. La realtà che abbiamo in Italia e in Europa è molto più complessa e ci vuole tempo a dipanarla senza che nessuno si erga a guida o ponga veti o procuri lacerazioni o si tiri semplicemente indietro. La responsabilità e quella innanzitutto di non disperdere le speranze sollevate.

Conto molto sulla capacità delle donne candidate e organizzatrici che ho incontrato, su quelle che si sono avvicinate con interesse e curiosità e che non fanno parte di nessuna formazione politica, su quelle che stanno in minoranza nel Pd e hanno legami maturati in anni e anni di pratiche comuni con noi per un confronto chiaro che aiuti tutt* a non perdere la bussola. Conto sulla loro pazienza e disponibilità, creatività e saggezza e chiedo a tutte di esprimersi ad alta voce.

 

 

 

Commenti:

  • germana 30 Maggio 2014

    Brava Laura. Hai colto bene lo spirito di quei giorni di campagna e credo che davvero adesso si tratta di non disperdere quel patrimonio.lavoriamo dunque

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