Diritti umani e migranti

postato il 14 Gen 2022
Diritti umani e migranti

Ho finito stamane la mia collaborazione con la Rete2 della Radiotelevisione della Svizzera italiana e vi ripropongo il link del podcast dove potete sentire non solo i miei interventi ma anche le considerazioni interessanti e la curiosità del giornalista Andrea Fazioli che mi intervistava. Lo ringrazio anche per aver pubblicizzato questo blog che iniziai nel 2006, quando terminai il mio ultimo mandato parlamentare e che registra i cambiamenti avvenuti nella società, in politica e nella comunicazione da poco prima che cominciassero le grandi crisi che oggi caratterizzano sempre più il nostro vivere quotidiano tanto da indurci a prefigurare un altro modo di vivere, un ritorno alle radici per capire quale futuro saremo in grado di assicurare alle nuove generazioni.

Temo che i fondi europei stanziati, e di cui l’Italia prenderà la fetta più grande indebitandosi ulteriormente e gravando proprio sul futuro dei giovani verranno usati per altri scopi e la next generation rimanga un alibi. Proprio per questo abbiamo centrato le conversazioni sui giovani e sulle donne che portano avanti un paradigma di cura, Le chiacchierate che abbiamo fatto ogni pomeriggio in preparazione della mattina dopo mi hanno molto incuriosita sulla realtà culturale e politica svizzera così diversa da noi, anche nei cantoni più abitati da italiani e che tanti transfrontalieri conoscono bene. Purtroppo conoscono le banche e le lobby i nostri ricchi disonesti che hanno portato i capitali in fuga per sottrarli alle tasse e quando scoppiano gli scandali, o ci sono imputazioni e processi, si parla di questo paese dove, a Ginevra fu fondato nel 1863 il Comitato internazionale della Croce Rossa.

Ginevra è il “Maggior centro multilaterale del mondo, capitale della pace, fulcro della governance mondiale” di cui la Svizzera va fiera e che noi, in Italia, snobbiamo.

La mia gratitudine mi spinge a ricordare proprio la neutralità svizzera e la sua tradizione umanitaria che ne hanno fatto più tardi la sede naturale della Società delle Nazioni, nata alla fine della Prima guerra mondiale e antenata delle Nazioni Unite, e dell’Organizzazione internazionale del lavoro, il cui arrivo tra il 1919 e il 1920 ha segnato la nascita della Ginevra internazionale. La città ospita oggi la sede europea delle Nazioni Unite, 36 organizzazioni internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità, quasi 700 organizzazioni non governative e 179 missioni diplomatiche.

Ginevra è anche il più grande centro al mondo per conferenze internazionali e un luogo chiave per le trattative di pace, le più recenti delle quali hanno riguardato Cipro, lo Yemen e la Siria. L’anno scorso in città hanno avuto luogo 3236 conferenze e riunioni.

Dall’epoca del suo debutto umanitario, l’elenco degli ambiti in cui sono attive le organizzazioni presenti a Ginevra si è allargato, includendo tra gli altri i diritti umani, la migrazione, i rifugiati, la salute, il commercio, la proprietà intellettuale, le telecomunicazioni, le norme e la meteorologia. Per la Svizzera quindi questa sede è strumento e piattaforma per la promozione dei suoi valori fondamentali, la pace e la sicurezza umana.

Oggi ci sono molte sfide da affrontare vista la triplice crisi in atto: di potere, rilevanza e legittimità. Sul piano finanziario, la Ginevra internazionale è stata ampiamente risparmiata dalla pressione americana sugli aiuti esteri. Ma da tempo, l’ONU sta affrontando una grave crisi di liquidità, con decine di paesi che non hanno pagato i loro contributi annuali – compresi gli Stati Uniti, il maggiore donatore dell’organizzazione. Nel frattempo, nel mondo della diplomazia internazionale la competizione tra le città che vorrebbero prendersi una fetta della torta di Ginevra è cresciuta.

Mi chiedo se oltre a cercare collegamenti con le parlamentari europee e la commissione, non sia il caso che cerchiamo maggiori collegamenti come ecofemministe con le ong che risiedono a Ginevra per avere più ascolto rispetto ai diritti umani, a migranti e rifugiati, a salute. Lo chiedo in particolare alle amiche che lavorano nei centri antiviolenza, con i sindaci per l’accoglienza dei migranti e i corridoi umanitari, nelle scuole e nella sanità e che sicuramente avranno già avuto esperienze con le loro associazioni ma non siamo state capaci di darne sufficiente risonanza in Italia.

Chi mi aiuta a raccogliere più informazioni e a diffonderle?

Commenti:

  • Simona 14 Gennaio 2022

    Queste differenti realta’ sono sempre esistite. Cio’ che manca al nostro paese e’ una persona che governi senza che pensi al proprio bene e di coloro che hanno permesso che occupi quel posto. La debolezza dell’Italia e’ evidente ogni giorno sempre di piu’ e chi ci governa cosa fa trova si nasconde dietro delle giustificazioni palesemente inaspettabili. Una di queste e’ quella data alla conferenza da Draghi e Speranza riguardo al diffondersi del virus. Scusatemi ma non ho parole.

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