DOPO KHAMENEI

postato il 7 Mar 2026
DOPO KHAMENEI

La guerra si sta estendendo ma l’Iran è sempre più isolato. Sappiamo però che storicamente finanzia terroristi che possono colpire ovunque: Trump sostiene che gli iraniani sono senza aerei lancia missili che sono stati in gran parte bombardati prima di toccare terra. Continuano i raid di Usa e Israele sull’Iran ad una settimana dall’uccisione della guida spirituale, di molti religiosi e dirigenti militari: si allarga sempre più la guerra nel Golfo con scenari futuri imprevedibili. Intanto ci sono turisti e navi da crociera a rischio nell’area del conflitto e migliaia bloccati in estremo oriente perchè non possono fare scalo negli emirati. A Cipro è arrivato un missile sulla base inglese. Lo stretto di Hormuz è chiuso e l’Iran, dopo aver minacciato di colpire chiunque avesse cercato di passare, ha dichiarato che colpirà solo navi legate ad Israele e Stati Uniti. La risposta iraniana su basi americane e su Israele è di disseminare caos. Nessuno sa prevedere cosa succederà nell’immediato anche negli Emirati Arabi Uniti e nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, il Mare Nostrum, o che sono sempre stati luoghi di scali commerciali e turistici. Blocco totale dei voli nell’area del conflitto e internet bloccata in Iran. Situazione difficilissima a Teheran, gli ayatollah non si arrendono e gli oppositori hanno paura. L’Ucraina fornirà droni agli Usa. Mobilitazione Ue, con Italia in prima fila per difendere Cipro dopo l’aggressione missilistica dell’Iran.

Trump commenta soddisfatto: “abbiamo ucciso subito una quarantina di possibili leaders oltre la guida degli ayatollah” e la base Maga ingoia e scorda le promesse di pace mondiale fatte quando lui sperava nel Nobel. Adesso che futuro per l’Iran? I paesi arabi sunniti a partire dall’Arabia Saudita sono partner economico/commerciali dell’Occidente e mete turistiche di transito come Abu Dhabi, Kuwait e Dubai.

Negli ultimi decenni da Afghanistan a Iraq l’intervento occidentale cosa ha prodotto? Si sta ridefinendo l’ordine mondiale a partire dal Medio Oriente come alcuni commentatori paventano? Certo si ridefinisce il modo di fare guerre e diffondere ed usare informazioni credibili. Una guerra di nuova generazione tra Iran, Israele e Stati Uniti titola tg24.sky.it. Missili a lungo raggio, droni, cyberattacchi. Blocchi logistici e pressioni economiche. Una settimana che fa dire a Tramp che grazie all’alleato Israele si sta vincendo la guerra. Chiede all’Iran di arrendersi e di fargli scegliere la nuova Guida Suprema. A Gerusalemme chiusa la città vecchia, durante la festa dello Shabbat, vietato l’accesso al Muro del pianto.

Trump ha attaccato perché c’era il rischio che le basi americane fossero sotto il tiro dei missili iraniani. Omertà con Israele verso Ue e Italia tenute all’oscuro. Pasdaran e ayatollah sono classi dirigenti violente che hanno contro molta popolazione a cominciare dalle donne ribelli. Dall’Iran sono partiti missili sulle basi americane, su Israele e sugli Emirati, dal Libano missili di Hezbollah verso Israele. Rischiamo la terza guerra mondiale? In Italia rischiamo missili? Progressivo decadimento delle condizioni di sicurezza e guerre regionali: truppe israeliane sono entrate in Libano per annientare Hezbollah. La guerra si estende e l’Europa e’ a rischio. Per la Russia l’incendio nel Medio Oriente e nel Golfo può essere utile.

Nella guerra dei 12 giorni di pochi mesi fa si voleva neutralizzare l’Iran ma l’effetto è vanificato. La teocrazia oggi in Iran pratica la tattica del caos, cerca di colpire ovunque, città e aeroporti dei paesi arabi del Golfo oltre ad Israele. L’attacco aereo americano su una base dei pasdaran ha colpito anche una scuola dove 165 bambine sono morte.

Gli americani non sono pronti come i pasdaran a una guerra di lunga durata, né lo sono per un intervento di terra Ma Netanyahu aveva fretta. Così è partito l’attacco Usa inaspettato di Trump-cowboy che non ha preavvertito nemmeno il Congresso, come è obbligo costituzionale. Il Segretario alla guerra Hegseth ha dichiarato che sono intervenuti insieme ad Israele come guerra preventiva. A trattativa aperta Trump ha cominciato a bombare l’Iran insieme ad Israele dichiarando che avrebbe cancellato l’Iran in 3 settimane e l’Iran, ha tirato missili verso Israele sostenendo che avrebbero cancellato Israele dalla carta geografica. A giugno avevano detto che l’attacco sull’Iran aveva distrutto gli armamenti nucleari iraniani, ma poi hanno di nuovo dichiarato che l’Iran avrebbe avuto l’atomica entro breve tempo e che quindi era necessaria la guerra.

L’attuale attacco di Trump non ha previsto le conseguenze e la riconfigurazione geopolitica. L’Iran è una autocrazia che ha fornito dal 2022 droni a Putin e a Maduro, Trump si sta rendendo conto della difficoltà e i curdi non sono cosi disponibili a intervento di terra. Il mosaico mediorientale appare estremamente complesso.

Il disordine mondiale a cui anche l’Unione europea deve dare risposte è crescente. Il diritto internazionale “vale fino a un certo punto” come ha detto Il nostro ministro degli esteri Tajani? Come Putin anche Trump e Netanyahu stanno facendo una guerra illegittima, come illegittimi sono i bombardamenti che continuano in Palestina insieme all’occupazione da parte dei coloni.

Meloni afferma che il diritto internazionale è in crisi ovunque, che non siamo in guerra e non lo saremo.

Donna, vita, libertà. Questo slogan non può essere ancora usato come l’occidente ha fatto in Afghanistan raccontando che si voleva liberare le donne. Come ho più volte scritto io ero andata il prima possibile là come rappresentante della commissione Esteri della Camera dei deputati. Avevo incontrato rappresentanti entusiaste che avevano convinto il clan delle tribù locali, anche delle zone più lontane sulle montagne. a farsi rappresentare da loro. Abbiamo creato in poche settimane una rete nel paese con collegamenti internazionali perché gli occhi di tutto il mondo erano a seguire con grande interesse cosa stava succedendo in quelle terre lontane. La loro capacità politica fu subito evidente e spaventò non solo i capi tribù ma anche i paesi che avevano interesse ad appropriarsi di una nazione che era stata preda anche dei russi. Se attiviste e politiche europee facessimo altrettanto anche ora insieme alle iraniane con cui siamo in contatto si potrebbe cambiare qualcosa.

E’ un conflitto che si esprime attraverso missili a lungo raggio, droni, cyberattacchi, blocchi logistici e pressioni economiche. Storicamente, la rimozione di un leader supremo non garantisce automaticamente implosioni interne. La risposta iraniana non mira a confrontarsi frontalmente con un esercito superiore, ma a creare costi crescenti per l’avversario. Le monarchie arabe, spesso alleate degli USA, si ritrovano così direttamente implicate in un conflitto che è anche politico e simbolico. L’eliminazione di un leader carismatico come Khamenei può sembrare una mossa decisiva, ma non risolve alla radice le tensioni profonde di una regione già instabile.

“Non vi manderò a combattere e morire in stupide guerre straniere che non finiscono mai” aveva detto Trump durante un comizio del 2024 in Pennsylvania. E invece interviene a bombardare, insieme ad Israele, l’Iran, uccidendo tra l’altro la guida suprema Khamenei, i suoi famigliari e collaboratori bombardando la sua residenza.

 

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