In balia di partiti e scienziati, moriremo di Covid?

postato il 6 Gen 2022
In balia di partiti e scienziati, moriremo di Covid?

Tanti auguri formali, e qualcuno più problematico, che ci hanno sommerse dalla vigilia di Natale mentre la pandemia cresceva irrimediabilmente.

Tante pronunce individuali e collettive di donne per rivendicare che alla presidenza della Repubblica venga eletta una donna.

Due giorni fa mia figlia è tornata positiva da Medjugorje, dove era andata per perorare la guarigione del cuginetto quindicenne cresciuto con le mie nipoti. Tornato a casa ieri dall’ospedale dovrà essere totalmente isolato da qualsiasi contagio e quindi non potrà più andare a scuola e frequentare coetanei. Una settimana fa abbiamo pranzato l’ultima volta a casa di mio figlio godendoci il nipotino. e lunedì abbiamo fatto una visita veloce all’aperto per concordare la terza dose a tutela del piccolo e di noi vecchietti. Ieri sera mio figlio mi ha telefonato per comunicarmi che lui, vaccinato da sei mesi si sarebbe autoisolato in attesa di tampone a cause di un contatto con un positivo e che il piccolo si era ricevuto tutti i vaccini previsti per i neonati quella mattina stessa senza che lui potesse portarlo. Sono molto preoccupata per mia figlia in isolamento sola nell’alloggetto al lago dove ha la residenza e dove è corsa senza salire a casa dove vive quando ha visto il tampone positivo per non contagiare figlie, cuginetto e tutti gli altri. Alla frontiera nessuno ha controllato la comitiva che rientrava. Si era ammalata pesantemente un anno fa e pensava di essere immune.

Con gli auguri in rete ho ricevuto le informazioni dei tanti che si sono nel frattempo ammalati e isolati con regole continuamente modificate dai governi nazionale e locali e ben difficili da seguire e di chi non riusciva a farsi curare malattie serie a causa degli ospedali sovraffollati e costretti a rimandare operazioni programmate per concentrarsi sul Covid.

Ieri sera un nuovo decreto che entrerà completamente a metà febbraio, approvato all’unanimità ma senza conferenza stampa di Draghi, detta nuove regole anticovid con nuove multe per costringere tutti a vaccinarsi cominciando dagli ultracinquantenni per ora, primi in Europa dichiara Brunetta. Baratto ottenuto rispetto al supergreenpass che Draghi voleva estendere e la Lega no: è sempre più difficile districarsi tra obblighi e divieti e assicurarsi condizioni decenti per tamponi, tracciamenti e controlli che mancano.  Si vorrebbe far credere che finalmente la politica ha ripreso la supremazia sulla scienza, il CTS a cui si era affidata, e i partiti su Draghi in vista dell’elezione il 24 gennaio per il Quirinale,

Il 10 si aprono le scuole e il ministro Bianchi assicura garanzie sufficienti con la DAD prevista solo dopo 3 casi. Nel frattempo in queste vacanze i bambini negli ospedali sono raddoppiati e molti sono tra 0 e 4 anni, nella fascia in cui non sono vaccinabili. I nuovi positivi sono ieri 190mila: a Parigi sono il doppio e Macron ha dichiarato guerra ai novax facendo infuriare le opposizioni di destra (Le Pen) e l’estrema sinistra (Melanchon). In Inghilterra nonostante 3 milioni e settecentomila contagiati durante le feste si tiene tutto aperto perché “con Omicron si può convivere”. In Israele si vaccina la quarta volta a distanza di tre mesi senza riuscire a contenere i contagi. In Canada non si è mai parlato di terza dose, in Sudafrica si festeggia sulle spiagge la sconfitta di Omicron e la piena estate. Nel resto dell’Africa e nella maggior parte dei paesi privi o quasi di vaccini non ci sono dati attendibili, come pure in Cina e in Russia. Negli USA Biden rischia di azzerare la sua credibilità.

Sicuramente la situazione di donne, bambini, migranti e ultimi della terra sono insostenibili e sempre in crescita. Come i guadagni dei super ricchi che si sono lanciati nel turismo spaziale non sapendo più come investire sulla terra.

Oggi giorno della befana vorrei fare qualche considerazione sull’emergere collettivo e individuale di appelli di donne per una presidente della Repubblica che si sono moltiplicati negli ultimi giorni. Li ho letti quasi tutti, molti ironici e provocatori e ho insistito per aprire un confronto in merito nella rete fondata da Marisa Rodano, lucida centenaria che ha partecipato ancora una volta e a cui sono grata per tutto ciò che ha fatto per tutti e per le donne in particolare, da parlamentare e da politica a partire dalla Resistenza per finire alla premessa della mia autobiografia politica Il Complesso di Penelope, sottotitolo le donne e il potere in Italia per l’appunto. Ho invitato molte ecofemministe e sono delusa dai commenti che mi sono tornati. Troppe convinte che non ci arriveremo mai e, nel contempo, della supremazia delle proprie convinzioni, su quelle delle donne di potere, gregarie di maschi e incapaci di far valere i diritti del proprio sesso. Ho rovesciato l’invito di alcune illustri intellettuali e artiste a eleggere una donna perché i tempi sono maturi invitando a pensare anche chi l’ha condiviso come sarebbe ridicolo l’invito a votare un maschio. Ho accettato tatticamente la decisione di non far nomi e non uscire ora con un comunicato come è stato deciso nel confronto, ma non la motivazione detta all’inizio “in attesa di sapere che decide Draghi” perché la questione posta è oltre queste contorsioni che travagliano governo e partiti. Ho detto che la mia candidata preferita è Rosy Bindi, con cui ho lavorato e di cui conosco coerenza, autonomia e competenze, ma quello che mi preme mettere a fuoco è che non possiamo più accettare questo sistema politico e le sue regole che ci ignorano e ci usano. Quindi invito tutte le insoddisfatte a discuterne nei luoghi che preferiscono e a farci sapere come ritengono di incidere e responsabilmente impegnarsi perché io non voglio rimanere in balia né di politici né di scienziati maschi, nè morire di disperazione o di Covid, democristiana o piddina. Aspetto le proposte di quelle più ottimiste di me e un bilancio collettivo dei risultati che ci ripromettiamo dal secolo scorso noi ecofemministe e che siamo ben lontane dal raggiungere. Assicuro il mio totale impegno al riguardo.

Commenti:

  • Gabriella Taddeo 6 Gennaio 2022

    Lo spaccato che descrivi è semplicemente devastante anche per me, che ho augurato ostinato ottimismo a tutte le persone a cui ho inviato gli auguri per le ultime festività. Sono davvero sconcertata sia del buio in cui annaspa la scienza, di certo poco e male sostenuta soprattutto in Italia, sia del livello dei dibattiti dove si opera una par condicio tra le/gli esperte/i come se dovessimo andare a votare un partito o l’altro, sia per gli assurdi (suicidi) compromessi tra le forze di governo che hanno l’unico scopo di acchiappare qualche consenso. L’homo stupidens sta dando il meglio di se, come nell’ultimo, tremendo, quando realistico Don’t Look Up: geniale, al di là della resa cinematografica ma il cui contenuto è agghiacciante quanto possibile. Mi spiace della tua pesante situazione familiare, per cui ti faccio tutti i migliori auspici per una risoluzione che, ahimè, è una replica di molte, troppe, situazioni familiari più che diffuse. C’è la paura di vivere, di incontrarsi, di fare alcun progetto progetto o, in piena antitesi, di abbracciare con incoscienza il Covid, vivendo con leggerezza inaudita se non addirittura chiudersi in gruppi, quasi ‘sette’, il cui contagiarsi crea appartenenza. Angoscia, in entrambe le situazioni. Mentre mezzo mondo muore senza vaccini o cure, a garanzia che questo incubo non avrà mai fine e le case farmaceutiche fanno allegramente concorrenza a Elon Mask, tenendo sotto scacco gli Stati che possono pagare. Cosa potrebbe fare una donna, ma anche un uomo, seppur esperta e geniale al Quirinale? Dare un segno di cambiamento di certo, portare chiavi di lettura nuove, imporre un concreto rispetto dell’approccio paritario ed inclusivo previsto in ogni ambito dalla Costituzione: non poco. questo è certo. Ma potrebbe farlo se e solo se ci fosse una reale maggioranza FORTE e COESA pronta a perseguire questi obiettivi che, ahimè, non vedo…Ti abbraccio, Gabriella

  • Anna Pascuzzo 6 Gennaio 2022

    Grazie Laura per quel che scrivi e per quel che fai.
    Condivido tutte le tue considerazioni.

  • Simona 6 Gennaio 2022

    Cara Laura considero questo lungo periodo di pandemia ormai lontano al suo chiudersi in bellezza un percorso del tutto incomprensibile viste le innumerevoli comunicati diversificati ma soprattutto poco chiari che hanno solo alimentato la confusione e la paura di non uscirne piu’. Io sono una biologa vaccinata che crede nella scienza ma purtroppo capisco l’incertezza della gente comune che forse dovrebbe trascorrere qualche giornata in terapia intensiva e constatare come realmente provoca questo virus che ormai ha deciso di vivere con noi invitando i suoi parenti le varianti. La racconto come una barzelletta perche’ il notiziario lo e’ diventato. Tutti fanno i sapientoni ed intanto i morti aumentano. Io sono calabrese e non mai visto realmente i controlli e le multe che decantano nei tg pero’ si sente con voce graffiante che le terapie intensive sono stracolme anzi non sanno piu’ dove mandare i malati. Per rispondere alla tua domanda Laura spero tanto di non dover morire di covid e riguardo la scelta del nuovo presidente a mio parere gia’ si sa il nome e comunque non credo a mio parere che la donna non sia pronta bensi’ non rientra nei requisiti di un sistema di nicchia e maschilista magari circondato di donne ma solo li’ per adempiere a dei compiti servili quindi di pochissimo conto. Il mondo sta cambiando ma nella direzione del tracollo e di tutto cio’ che puo’ renderlo peggiore di cio’ che e’.

  • Tullia Todros 6 Gennaio 2022

    Cara Laura,
    sono convinta anch’io che Rosy Bindi sarebbe un’ottima candidata

  • Maria Cristina Migliore 6 Gennaio 2022

    Ciao Laura. Anch’io non mi sento appassionata al tema di come far sì che il prossimo Presidente della Repubblica sia una Presidente della Repubblica. Mi sto chiedendo come mai. Forse non mi convincono gli appelli che vengono dal mondo delle donne femministe, perché trovo che sia un mondo che non ci sta aiutando ad evolverci. E’ un mondo che conosco perché ne ho fatto parte per oltre dieci anni. E’ un mondo che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, che non si mostra curioso dei cambiamenti che possono avvenire nel mondo della politica istituzionale. E’ un mondo che non sa e non vuole valorizzare e amplificare quel che di buono è avvenuto. E che sta ancora avvenendo ma tra crescenti difficoltà. Mi riferisco al ruolo che sta svolgendo il Movimento 5 Stelle. Certo, non è un movimento femminista, ma è un movimento che ha modificato l’agenda politica e anche il modo di fare politica. Da quando c’è il M5S la politica è diventata meno autoreferenziale ed è più attenta alle domande che vengono dalla cittadinanza. Però solo il M5S ha una forte tensione all’integrità della sua azione e ha ben chiaro il rischio dell’autoreferenzialità. Questi aspetti mi paiono fondamentali anche per avanzare nella liberazione delle donne. Il M5S avrebbe bisogno di un movimento delle donne libero dai legami con i partiti tradizionali, per poter avere un dialogo aperto e teso solo a far progredire questo paese. Io avverto ancora tanto ostracismo nei confronti del M5S. O lo si accomuna agli altri partiti o si fa finta che non esista. E pensare che ha dato due sindache a due città importanti come Roma e Torino, e ha ministre molto preparate e innovative. Certo, se non si sa riconoscere il valore di quanto il M5S ha fatto e sta facendo, e ci si informa al riguardo solo attraverso i media, cosa posso dedurre? Ne deduco che se mi lascio coinvolgere in questa ennesima battaglia di un movimento di donne rischio di impiegare le mie poche disponibilità di tempo in una battaglia che non ha respiro, perché molto probabilmente viaggerà con i paraocchi. La mia proposta: le femministe cerchino di costruire relazioni genuine e generose con donne del Movimento per costruire ponti e crescere insieme per capire insieme cosa fare.

  • Laura Cima 7 Gennaio 2022

    grazie amiche che avete commentato qui, in altri luoghi e mi avete cercata direttamente oggi ripubblicherò questo post che ha riscosso molto interesse e anche preoccupato qualcuna. Mcristina cogli uno dei nodi politici, il disinteresse delle femministe verso i partiti politici e il disinteresse delle militante di partiti quale sei tu verso le femministe. credo che il disprezzo storico verso la politica seconda delle femministe della differenza e l’acriticità nel merito delle scelte di quale donne vanno nelle istituzioni, quanto autonome e quanto gregarie, di chi lavora per quote e parità siano all’origine di un distacco che stiamo pagando pesantemente. Il secondo punto è la non abitudine di fare bilanci e discuterne insieme: quanto hanno pagato le politiche fatte dal nostro posizionamento storico ed attuale, quali risultati importanti raggiunti e perchè ci sono stati arretramenti a volte drammatici e quando? Riusciremo mai, femministe dentro e fuori da istituzioni e partiti, a designare noi che può rappresentarci e raccogliere la nostra fiducia o saranno in eterno capi maschi a farlo? ad es, ho verificato che Rosy Bindi piacerebbe alla stragrande maggioranza delle donne che frequento da parecchio tempo ma forse è sconosciuta alle giovani ed è sicuramente non tollerata da capi e capetti maschi di ogni partito perchè troppo autonoma. l’unico nome che viene ventilato dai maschi è Cartabia che Repubblica di ieri dava come possibile premier se Draghi va al Quirinale. Lei è una tecnica gradita ed è l’unico nome preso seriamente in considerazione anche come Presidente della Repubblica. Seguire commenti ed evoluzioni in questi giorni ci serve per ragionare su riti, procedure e regolamenti sempre meno democratici, che non prevedono nessuna partecipazione e coinvolgimento di chi è fuori dal sistema politichi che per usare il termine di Rizzo è sempre più casta e ci esclude e discrimina, non difende neppure le nostre vite, la nostra sicurezza e il nostro lavoro. questo è il terzo nodo, grazie a tutte e continuiamo il confronto aperto nei nostri luoghi ma cerchiamo anche di individuarne uno aperto a tutte le interessate. Mi avete segnalato Nrd, agorà Pd, le contemporanee, stati generali, convenzione governodilei, quali altri?

  • Rosangela Pesenti 7 Gennaio 2022

    Grazie Laura,
    sono d’accordo su tutto e non avrei saputo scrivere meglio. Non so come agire perché l’erosione della democrazia nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni è oggi determinante nella diffusa rassegnazione che occasionalmente diventa rabbia inconcludente. L’appello delle intellettuali mi è sembrato modesto e il segno di un’interruzione ormai irrimediabile tra il dibattito sviluppato dal movimento delle donne fino agli anni ’90 e il nebuloso presente. Il fallimento delle democrazie che hanno continuato ad essere ostaggio dei grandi potentati economici, mafie comprese, hanno consentito la continua riproduzione di un pensiero di destra che è diventato parte stabile dell’immaginario comune. Comunque non ho alcuna intenzione di ritirarmi nel mio guscio e sono disponibile ad agire anche s per ora non so come e dove.

  • Rosanna Oliva de Conciliis 8 Gennaio 2022

    Segnalo le elaborazioni di genere sui numeri dell’elezione del PdR che stiamo pubblicando sul sito reteperlaparita.it. Conoscere il contesto può aiutare a prendere posizione. Il voto spetta solo all’assemblea costituita dai/dalle parlamentari e dai/dalle 58 delegati/e regionali ma noi possiamo monitorare e ricordare che giudicheremo quanto avverrà.

  • Maria Cristina Migliore 8 Gennaio 2022

    Laura, come donne femministe di Torino abbiamo cercato di creare un ponte tra le donne e la politica istituzionale quando eravamo – alcune di noi – attive in Emily in Italia-Torino. Direi che grazie alla rete che avevamo costruito – ma non solo – abbiamo contribuito a portare due di noi ad essere assessore, una in Regione e un’altra in Comune. Però è stata una breve parentesi. Sarebbe bello fare un bilancio su questo. Hai ragione a sottolineare che non facciamo bilanci a sufficienza.
    La mia lettura è che non siamo riuscite in quell’occasione a riprodurre il meccanismo e avere altre donne in politica. Ricordo quanto fosse complesso il dialogo e anche solo la semplice comunicazione tra noi che stavamo nelle associazioni e le donne da noi supportate che stavano nelle istituzioni, comunicazione resa complessa dalle dinamiche interne ai partiti a cui queste donne elette facevano riferimento. Ma questo è solo uno dei ragionamenti che si potrebbe fare su quelle esperienze.
    Andrò a visitare il sito suggerito da Rosanna per capire che relazione si sta cercando di avere con le istituzioni in questa occasione di elezioni della Presidente o del Presidente della Repubblica.

  • Franca 10 Gennaio 2022

    Cara Laura intanto auguri per tua figlia e la tua famiglia. Analisi quelle che leggo molto pessimiste. In questo periodo non riesco a fare molte analisi. La politica italiana continua ad essere molto radicata nel più tranquillo e indifferente maschilismo (e Draghi ne è un capo perfetto) sostenuto dal linguaggio e dalle posizioni delle poche anzi dall’unica leader donna (Meloni). Mi ha invece favorevolmente colpito il numero consistente di donne scienziate emerse nella comunicazione pubblica. Non so quanto la loro prospettiva si sia differenziata da quella degli scienziati maschi. Bisognerebbe fare un’analisi più attenta.
    Ma di fronte a questa scadenza politica così importante mi chiedo: ma cosa ne è stato del movimento femminista??? Non sento voci forti, anzi un grande silenzio che mi dà persino i brividi. Ma che ne è del movimento che FU Se non ora quando? Ma cosa dicono Non una di meno? Indifferenti? Ho sentito la prima riunione della Rete di cui tu parli, Laura, e sono stata impressionata dal loro imbarazzante temporeggiare… Non disturbiamo il Conducente? Le italiane e gli italiani non sono ancora pronti? Mediazioni politiche su mediazioni anche tra le “femministe”. Femministe? Ragazze, dovremmo scendere in piazza e fare cortei e manifestazioni flashmob per avere una donna di valore al Quirinale, come quelli che si sono fatti contro la violenza contro le donne. Perché è proprio lì nella politica androcentrica e nel nostro compiacente silenzio che nasce la violenza contro le donne e vi è legittimata. È per questo che una sera pochi giorni fa con altre tre Sessantottine ci siamo dette Non possiamo contnuare a tacere. Cominciamo da noi quattro e abbiamo fatto una petizione. Una come le altre. Non servirà a niente ma è meglio che niente. Perciò vi invito se vi va a firmarla: Rosy Bindi alla presidenza della Repubblica. Anche la Finocchiaro sarebbe piaciuta ad alcune di noi ma ancora più improbabile della Bindi, che ha tutte le competenze l’autorità la storia l’altezza morale per essere il PdR. Per le giovani, leggete la sua storia su Wikipedia.

    https://chng.it/Nmr4cwWF

    E grazie Laura per aver aderito anche tu alla proposta. La tua adesione è molto importante e significativa!

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