La sicurezza che vogliamo

postato il 28 Mag 2021
La sicurezza che vogliamo

Come sempre dopo ogni incidente sul lavoro i media si riempiono di titoli e commenti che sembrano far riemergere un po’ d’umanità e che indagano sulle cause ma mai sui mancati controlli e sul perchè del numero esorbitante di morti. Così come dopo ogni femminicidio, spesso annunciato perchè il maltrattante era stato denunciato inutilmente, e ogni stupro. L’imprenditore di Milano ha potuto agire impunito per anni, drogando ragazze che convocava promettendo loro lavoro, come Genovese, inventore di Facile.it, quello dei festini sulla terrazza sempre milanese.

La strage della funivia del Mottarone, precipitata a causa delle due forcelle messe per impedirne il bloccaggio lascia allibiti. Dalla riapertura tutti quelli che sono saliti hanno rischiato la morte senza saperlo per far guadagnare qualche euro in più ai gestori proprietari. Così come la giovane mamma apprendista, stritolata in un macchinario a cui erano stati tolti i sistemi di sicurezza perchè si riducessero i tempi di lavorazione come chissà in quanti altri casi. Naturalmente i controlli sono praticamente inesistenti visti i pochissimi ispettori del lavoro deputati.

Lo stesso i controlli su ponti, viadotti, gallerie autostradali visti i morti non solo a Genova e i numerosi incidenti giornalieri. Anche qui le motivazioni dei gestori di autostrade sulle mancate manutenzioni lasciano solo vedere il loro cinismo nel sottoporre gli utenti a rischio di morte per risparmiare sui costi di manutenzione. E di controlli anche qua se ne sono visti ben pochi. E non si può affidarli ai gestori che sono interessati al business secondo il nostro modello di sviluppo consolidato.

Per quanto riguarda i migranti che arrivano in Italia e sono senza documenti vengono rinchiusi nei famigerati CPR che, anche se non raggiungono il livello di torture, stupri e ricatti dei centri di detenzione libici dove vengono rimpatriati, sono luoghi di sofferenza, maltrattamenti e senza speranza come il suicidio del 23enne Musa Balde, suicidatosi in cella dove era stato cacciato dopo esser stato sprangato a Ventimiglia da tre identificati tuttora a piede libero, denunciati x aggressione senza aggravante razziale. Una giovane detenuta, disabile per tutto quello che ha subito precedentemente, costretta a 5 aborti procurati in seguito a violenze sessuali, non è stata spostata da quel centro. La guardia costiera nei nostri mari, e chiunque navighi nei pressi, dovrebbe aiutare chi è a rischio di annegare. Noi paghiamo profumatamente i libici perchè non li lascino partire, li ripeschino e li riimprigionino o li lascino annegare. Alarm phone avverte le guardie costiere e le Ong perchè intervengano. La giovane pakistana Saman Abbas, in comunità per aver denunciato i genitori che volevano obbligarla a un matrimonio combinato, è sparita probabilmente uccisa, e i suoi sono tornati al loro paese. La patria potestà non c’è più in Italia ma il multiculturalismo che sbandieriamo, soprattutto se da sinistra, e che in realtà è complicità patriarcale, non permette di vigilare più di tanto.

La Cedu ha condannato l’Italia per la vergognosa sentenza d’appello del 2015, che ha assolto i 7 stupratori in un parcheggio di Firenze, prima condannati a una trentina d’anni, con motivazioni e un linguaggio che suonano come una condanna della stuprata. Ritorniamo alla situazione filmata in “Processo x stupro” con l’arringa di Tina Lagostena Bassi e alla complicità di parte della magistratura che ancora oggi sentenzia veicolando “i pregiudizi sul ruolo delle donne che esistono nella società italiana” di cui media e politici (uno per tutti Pillon) spesso si divertono a fare da risonanza.

Dopo il Pnrr è ora in discussione il decreto “semplificazioni” che dovrebbe introdurre la prima grande riforma che abbiamo promesso per sburocatizzarci. Rispetto al problema drammatico di tutte le morti sul lavoro e non solo sembrerebbe che il massimo ribasso negli appalti non sia più ammesso per impedire che vinca chi poi non applica sufficienti misure di sicurezza. Peccato che poi si ampli la possibilità di subappaltare.

Ferrario di Greenpeace ha ribattezzato “finzione ecologica” la transizione di Draghi. Le rinnovabili che dovrebbero aumentare la produzione di energia pulita di 6 gigawatt/anno ne produrranno 4,2 in 5 anni secondo il Pnrr e si sostituiranno le centrali a carbone con impianti a gas, che sempre fossile è. La missione 1, dedicata all’industria, non prevede le conseguenze sul clima di innovazione e digitalizzazione che non considerano efficienza energetica e tecnologie per ridurre l’impatto come variabiledel processo: quindi le VIA previste dal governo cosa misureranno? Per quanto riguarda i trasporti non si investe sull’elettrico e laPAC agricola, fortemente sostenuta dal nostro governo che continua a finanziare gli allevamente intensivi e l’agricoltura chimica. La rete colabrodo degli acquedotti attuali probabilmente non verrà sostituita mentre si continuano le privatizzazioni violando il referendum che le impedisce. L’talia non ha una prospettiva chiara e una governance che gli permettano di raggiungere la riduzione di emissioni del 55% richiesta.

Anche per questo la domanda del precedente post “come organizzarci” è attualissima per tutti, donne e uomini, che non accettano più questa situazione. La sicurezza è vita, salute e benessere per tutti, la pandemia ci insegna che le frontiere non servono e il business non può continuare questo modello di sviluppo. Che si accompagna a depredazioni e violenze in nome delle ricchezze ormai smisurate di pochi.

Pubblicato in: Ambiente, Diritti umani, Donne, Europa, Lavoro, politica, salute,

Commenti:

  • Eliana Rasera 28 Maggio 2021

    Come sempre analisiucina e perfetta!

  • marina 28 Maggio 2021

    Ben detto Laura! In questa situazione il “come organizzarci” diventa l’elemento cruciale, bisogna cercare di affrontarlo concretamente al più presto con tutte le energie a disposizione e facendo tesoro delle esperienze passate, soprattutto degli errori.

  • Franca 28 Maggio 2021

    Grazie Laura della sintesi. Perché spesso si vedono solo i singoli fatti senza osservarli nei loro nessi e nell’insieme guardando il dito e non la luna. Ma poi… Come organizzarci?

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