L’anno che verrà

postato il 30 Dic 2023
L’anno che verrà

Non ricordo un capodanno così privo di speranze come questo.

Guerre sempre più caratterizzate da massacri di civili che non lasciano nessun spiraglio a trattative e a cessate il fuoco almeno umanitari. Non solo l’Ucraina su cui Putin ha usato le festività natalizie spostate dopo l’annuncio di trattative aperte per l’ingresso in EU, per bombardare ovunque obiettivi civili, ospedali compresi uccidendo solo ieri 30 persone. Da quasi tre anni l’aggressione continua e, dopo aver annunciato la sua ricandidatura, deve silenziare l’opposizione interna dimostrando che sta vincendo su tutti i fronti contro l’Occidente. Lo spostamento di Navalny nella prigione artica è una decisione che rivela la necessità di cancellare chi lo critica all’interno. Le altre mosse anche in Medio Oriente vanno nella direzione di rafforzare il fronte dei Brics che si sta allargando agli stati arabi e all’ America Latina.

Hamas e Hezbollah, riforniti di armi dall’Iran sono minacce non solo per Israele dove Netanyahu continua i massacri di civili palestinesi a Gaza, dove è stato bombardato ieri anche un convoglio umanitario Onu che seguiva il percorso indicato da Israele. Gutierrez denuncia 21.500 morti tra i civili, soprattutto donne e bambini. Almeno 300 rifugiati sono stati bombardati nelle postazioni umanitarie. Anche in Cisgiordania, grazie ai coloni che l’hanno ormai occupata, e nel Libano dove c’è anche un contingente italiano ed Hezbollah è dichiaratamente con Hamas, si sta allargando il conflitto.

Ma i conflitti locali sono pericolosamente diffusi in tutto il mondo e ne nascono sempre nuovi. L’ultimo in Sud America del Venezuela con la Guiana.

I femminicidi denunciati in Italia sono stati 115 nell’anno che sta finendo, l’ultima Vanessa Ballan incinta da due mesi che aveva inutilmente denunciato il suo persecutore senza che la procura lo rendesse inoffensivo. La Treccani, dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin che ha sollevato l’indignazione anche di molti uomini coinvolti dal discorso denuncia del padre al suo funerale, ha dichiarato parola dell’anno femminicidio. Qualcuno riesce ad immaginare se avesse scelto la parola guerra o omicidio cosa avremmo pensato? Quale speranza porta con sé questa scelta?

La pubblicità Plasmon mostra Adamo, l’ultimo bimbo nato in Italia, che canta solo sulla porta dell’asilo vuoto la canzoncina preferita da Victor, il mio nipotino di due anni: “la balena, la balena poverina..” La denatalità è diventata il tema di scontro politico in questi giorni dopo l’intervento di una senatrice di Fdl, madre di tre figli, che invitava le donne a riappropriarsi della maternità pensandola appetibile.  Naturalmente nessuno ricorda che la sterilità provocata da inquinamento e alimentazione è ormai diffusissima, né che in Italia la percentuale di donne occupate è la più bassa d’Europa proprio perché nessuna politica ha spinto i padri ad assumersi le loro responsabilità e lo Stato a creare dei servizi efficienti e correggere diseguaglianze, sanando la povertà sempre più diffusa.

Ormai molte ecofemministe come me che si sentono responsabili verso le future generazioni, dopo queste vicende e con i risultati della Cop28, fatta a casa dei petrolieri, si sentono prese in giro da chi governa il mondo e sta portandoci alla catastrofe climatica.

Oggi Domenico Quirico, un giornalista che ha vissuto la condizione di ostaggio in Siria, scrive come gli stati canaglia, Putin, gli ayatollah e Assad sono visti dalla parte del mondo che si riconosce nei Brics come riferimenti politici per liberarsi dai dominatori americani ed europei. Nel prossimo anno le elezioni europee e quelle del presidente Usa, vista anche la scarsa attrattiva delle candidature in campo per ora, non ci aiuteranno a risalire la china. Mi unisco a Quirico ma allargo l’aggettivo canaglia dagli Stati alla gran parte dei patriarchi che continuano uccisioni, stupri e violenze contro le donne che dicono di amare.

Amiche mie non riusciremo mai a liberarcene?

Commenti:

  • Pinuccia 30 Dicembre 2023

    Sono completamente d’accordo con te. Che delusione la Cop 28 e la Cop 29 non sarà di meno deludente!!!

  • Laura 30 Dicembre 2023

    Il quadro che hai lucidamente e precisamente descritto è disarmante, pauroso direi! Nonostante gli sforzi e le denunce dilaga non solo la guerra, le guerre, ma anche il sopruso che che i governi , come il nostro, sta attuando a tutti i livelli, grazie Laura continueremo a lottare

  • BIANCA PAOLA CAVALLARI 30 Dicembre 2023

    sono d’accordo con te su tutto e in particolare sulla puntualizzazione che la denatalità è soprattutto una questione che mette in discussione la cultura maschile.
    avrei precisato che attualmente stiamo vivendo una recrudescenza di pregiudizi antisemiti (magari inconsapevoli, ma allora è quasi peggio) che spesso hanno le stesse radici dei pregiudizi sessisti.

  • Giovanni 1 Gennaio 2024

    Giuste parole, Laura, che non posso che condividere.
    Buon 2024 di speranza, non ostante tutto.
    Giovanni

  • Michela Bilotta 17 Gennaio 2024

    Condivido parola per parola. Una presa in giro resa ancora più evidente dalla scelta del comitato organizzativo della COP29: 28 uomini, nessuna donna.

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