Nomade tra movimenti diversi: da planb a femministe con pentastelle

postato il 11 Mag 2016
Nomade tra movimenti diversi: da planb a  femministe con pentastelle

Devo raccontarvi di due belle riunioni a Roma e a Torino, seguite alla allegra piazza No TTIP, in cui ho incontrato nuove amiche e amici, impegnati a rendere migliore questo mondo.

Ho sentito raccontare esperienze, progetti e idee. Storie di entusiasmi suscitati, di manifestazioni iniziate in pochi che hanno trascinato tantissimi:: ” la vita di lotta è una vita in comunità. La comunione nella diversità è già di per sé un atto rivoluzionario” Ilaria Fortunato di Nuit Debout). Pratiche di autodecisione e gestione che controllano l’audit dei comuni e contestano il debito (Auditoria Ciudadana de la Deuda). Proposte di “rifondare l’Europa insieme a profughi e migranti” (G.Viale) . Ho sentito citare Carla Lonzi per lottare oggi in Europa. “dobbiamo fare politica su un altro piano” (E. Forenza) legare respingimenti, sessismo e specismo funzionali all’attuale fase capitalistica (Annamaria Rivera) ammettere che “la sinistra radicale anticapitalista non è in gran forma e in Francia il governo di sinistra intensifica la repressione più di quello precedente, senza colpire il terrorismo, ma peggiorando le condizioni di vita”(Philippe Poutou delegato CGT Ford in lotta contro la Loi Travail), ribadire “la nostra salvezza sta dalla parte della Costituzione…l’accentramento della ricchezza e la forte competitività predicata da Friedman negli anni ’30 è compiuta e chi è debole deve morire” (P. Maddalena) descrivere come si coinvolgono tanti in Spagna nelle lotte e contemporaneamente ci si prepara a raggiungere la maggioranza con le nuove elezioni volute dal Psoe che, non essendo riuscito a fare un governo con la destra di Ciudadanos le ha imposte per non allerasi con la sinistra (Miguel Urban e Marina Albiol eurodeputati di Podemos e IU).

Concretezza ed entusiasmo mentre si profila, come si dice nel documento conclusivo di PlanB a Madrid del febbraio scorso: “L’avvio di un progetto di connessione di movimenti, forze sociali e politiche, che sappia elaborare proposte generali ed articolate, attorno ai cardini della giustizia sociale, delle relazioni solidali, della riconversione ecologicadel femminismo; coordinare le azioni di mobilitazione e accumulare forze per il rovesciamento dell’attuale disordine europeo”.

Il giorno dopo presiedo di nuovo una riunione costruttiva, nel massimo rispetto delle nostre diversità, tra femministe torinesi e la candidata sindaca Chiara Appendino. Nonostante la pioggia a dirotto siamo in tante ad accalcarci nel baretto chiosco. Abbiamo poco tempo per un confronto ricco sulla città:  si affollano le domande, molto articolate, e le risposte sul reddito di cittadinanza, sul bilancio partecipato e il debito, sui beni comuni,  acqua pubblica  fiumi e falde,i servizi, il pubblico e il privato, le fondazioni, il patto con la cittadinanza e il funzionamento della macchina comunale,  i nuovi poveri,l censimento sulla casa, l’Atc, la manutenzione, le ristrutturazioni, una città che risponde agli accordi di Parigi sul clima, non energivora, con trasporti efficienti e non inquinanti, sicura e solidale, scelte urbanistiche collettive, basta grandi opere no variante 200, no privatizzazione spazi pubblici (Italia ‘&1 e Parco Michelotti dove siamo), multiculturale e accogliente. Ce ne andiamo tutte molto contente.

Che si apra anche in Italia una nuova fase ? che si cambi governo e si lotti per ritrovarci?

Pubblicato in: Donne, politica,
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