Ora in Francia, e in Italia? Io conto su Tsipras, per ora non vedo altro

postato il 24 Mar 2014
Ora in Francia, e in Italia? Io conto su Tsipras, per ora non vedo altro

Da settimane non scrivo post, presa dalle varie iniziative politiche che mi hanno vista coinvolta e su cui vorrei cominciare a riflettere. Tanto più dopo il voto in Francia che vede tre donne contendersi Parigi una delle quali, la Le Pen, con un ottimo risultato inaspettato.
Nel frattempo il bluff del 50&50 nel Governo Renzi si è rivelato tale, non solo nella nomina dei sottosegretari, ma soprattutto nel massacro degli emendamenti che le donne elette di “buona volontà” di biancovestite hanno portato all’ Italicum alla camera e al rimando al 2019 del principio di parità di genere (art 3 e 51 Costituzione) nel corso della discussione sulla legge elettorale per le europee.
Abbiamo preso atto delle slide che hanno illustrato il programma a breve termine del governo Renzi e, su quella relativa al centinaio di auto blu in vendita per ridurre costi e privilegi(su 60mila) abbiamo poi saputo che si tratta di rottamazione vera e propria visto che ne arriveranno 1300 circa nuove, su gli 80 euro nelle buste paga più basse (e nulla per i senza lavoro, i senza reddito, esodati e pensioni da fame) e sulla riduzione del cuneo fiscale il governo è ai ferri corti sia con Confindustria (Squinzi minaccia di andarsene all’estero) che con CGIL, sul taglio ai superstipendi ha cominciato Moretti a dire che se ne andava pure lui se gli toccavano il suo. Rispetto all’allentamento dei vincoli europei Renzi se ne è tornato a casa dai vertici a mani vuote e pare che lì le sue slide abbiano fatto sorridere. Nella guerra alla mafia fanno di più Don Ciotti insieme al papa che la politica continuamente compromessa (ultimo caso expo): le forze dell’ordine con gli ulteriori tagli minacciati e accorpamenti suggeriti dicono di non farcela più a garantire la sicurezza.
Dunque per ora gli annunci, come usa fare da un po’ palazzo Chigi, e nessun atto amministrativo o proposta in Parlamento.
Si diffondono disorientamento e perdita di credibilità che si misurano come insofferenza acuta nei mercati popolari dove si raccolgono con difficoltà le firme, un mare di firme, per chi come la lista Tsipras vuole provarci davvero ad incidere in Europa e, di conseguenza anche nel nostro paese.
Il referendum per l’indipendenza del Veneto sulla scia di quello molto più serio politicamente dell’indipendenza della Crimea è un altro segnale.
Tutti fanno ormai i conti con questa immobilità derivante dalle grandi intese che usano la loro più grande energia ad autoperpetuarsi e a inventare sbarramenti e raccolte firme impossibili per impedire qualsiasi opposizione.
In Italia l’unica opposizione che pare per ora mantenere la sua forza, e che ha effettivamente impedito la crescita della destra ma non è chiaro come si colloca, è quella del M5S che sicuramente raccoglierà molti voti alle europee, alle regionali in Piemonte e alle amministrative: chi non apprezza la politica e la cultura di Grillo andrà ad ingrossare le fila dell’astensionismo destinato a superare, per le europee, la soglia già altissima della Sardegna, più del 50% che non si sentono più rappresentate/i da nessuno e che, non di rado, sono la parte più attiva, creativa e anticonformista della popolazione, impegnata socialmente e culturamente non solo sul posto di lavoro.Una gran parte sono donne.
Una perdita gravissima, come tutti i giovani che vanno all’estero a cercare lavoro (Squinzi e Moretti vadano pure).
Non ho ricette se non contare sulla forza delle mie amiche e dei miei amici che fanno politica in questa situazione così disperante e anch’io temo che mi troverò in grossa difficoltà nella mia Regione a votare visto che la lista Tsipras non è riuscita a proporsi come lista alternativa per quell’occasione.
Cerchiamo almeno di permetterle di misurarsi al voto europeo e proviamo ad immaginarla come la possibilità futura di ridarci speranza anche in Italia. Tanti sono i limiti ma tanta anche la passione di chi si sta misurando sui territori in modo unitario superando vecchie appartenenze per ritovarsi insieme.

Pubblicato in: Donne, Europa, Istituzioni, Lavoro, politica,

Commenti:

  • dalila 25 Marzo 2014

    Si respira di nuovo aria di passione politica a roma con la lista tsipras. È un entusiamo molto diverso da quello delle truppe cammellate in fila alle primarie. Una militanza di tutte le età di donne e uomini che vogliono far corrispondere azioni e parole. Se ci consentiranno di arrivare alle elezioni si riaprono i giochi. Anche per scongiurare il rischio della deriva destrorsa alla francese. Mobilitiamoci. Coraggio compagne e compagni che le battaglie non sono solo fatte di numeri ma soprattutto di passioni di volontà e di tenacia

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