Parita’, Pubblicità, Poteri

postato il 16 Dic 2020
Parita’, Pubblicità, Poteri

Il Comune di Parigi è stato condannato con una multa salata perchè la sindaca Hidalgo non ha rispettato il rigoroso 50% di incarichi tra donne e uomini ma ha nominato qualche donna in più. Siamo in una società di maschi al potere in ogni stato del mondo, salvo qualche rara eccezione che si conta sulle dita delle due mani, e nessuna multa viene mai comminata agli uomini strabordanti che riempiono i tavoli, i CTS, le task force, i ministeri, i consigli di amministrazione, i luoghi decisionali, le poltrone degli enti di qualsiasi tipo, che non si vergognano a organizzare riunioni talk show e webinar monosesso, ma se in un luogo le donne superano il numero previsto dalle cosiddette quote predisposte per legge o per regolamento, arrivano subito le multe, e ci sono persino alcune femministe rigorosamente paritarie che lo ritengono giusto.

Più di trenta anni fa successe a Montecitorio un fatto inedito: il neo gruppo dei Verdi del sole che ride, eletto in modo paritario non per quote ma perchè le ecofemministe pretesero le liste elettorali a cerniera (una donna, un uomo) dopo essersi organizzate a Pescara l’anno prima nel seminario politico “La terra ci è data in prestito dai nostri figli”, votò la nuova presidente (Cima sostituì Mattioli) che naturalmente propose di mantenere paritario il direttivo ma ci fu detto: fate pure, avete voluto la bicicletta e adesso pedalate, noi faremo altro”- Poichè noi ci assumemmo la responsabilità di un direttivo di sole donne che funzionava benissimo si inventarono una lista concorrente, arcobaleno, e cominciarono a farci una guerra indecorosa sui media con la compiacenza di alcuni giornalisti che la trovavano divertente, e poi divennero improvvisamente unitari, pretendendo una unificazione immediata delle due liste, una trasformazione dell’arcipelago spontaneo in un partito e nella legislatura successiva fummo tutte “fatte fuori” e, non trovando altre che si prestassero a sostituici ma fossero gregarie, non si vergognarono di fare eleggere solo maschi alla Camera. Poi passarono leggi e regolamenti con quote, che sembravano ad alcune femministe l’unico modo per esserci nei luoghi decisionali, e sfumò la possibilità di presentare liste di sole donne mentre i maschi continuarono impunemente a violarle. Pensate alle scorse regionali dove il governo commissariò all’ultimo e pretese l’applicazione della doppia preferenza fino allora ignorata tranquillamente. Le giunte successive tutti uomini o quasi con una querelle che durerà.

Forse dovremmo trovare ed applicare qualche nuova pratica, perchè neanche l’invenzione delle azioni positive ci ha aiutato. In compenso ci sono alcuni settori, come quello pubblicitario, dove gli stereotipi in Italia sono ben radicati e c’è sempre modo di ricacciare le donne nel loro ruolo subordinato o usarne il corpo per vendere merce o altro. La recente e vergognosa campagna provita che ha riempito molte piazze di giganteschi manifesti con un corpo di donna sdraiato e spregevoli frasi contro di noi che non voglio ripetere, ha indignato anche tanti uomini e nei comuni che si erano dotati, sempre su richieste e lotte nostre, di regolamenti di affissione rispettosi, sono stati rapidamente rimossi mentre in tanti altri no. Perchè ai sindaci uomini non davano fastidio. E forse neppure alla ministra PO che non mi risulta abbia denunciato. Allora controlliamo in ogni comune che ci sia il regolamento che lo vieta

E va be’ questi cattolici fondamentalisti sono i nostri nemici storici dai tempi del divorzio e dell’aborto e non ci stupisce più di tanto che ci ritentino e si infilino dappertutto, nei consultori, nelle scuole, e nelle istituzioni, Pillon insegna. Ma che dire del Codacons, associazione a difesa dell’ambiente e dei consumatori, che sta regalando un calendario di donne nude con le mascherine e bandiere tricolori piazzate sulle “pudende” con un concorso sulla più bella che persino la fotografa Luxardo, che prima si era prestata, ha denunciato? Il tutto in nome di una resilienza invocata che, anche quella, deve passare sull’uso dei nostri corpi? É già partita una petizione con la firma di molte associazioni, che abbiamo firmato ecofemministe e sostenibilità e che ho firmato per chiederne il ritiro e stiamo valutando azioni legali. Anche qui alcune femministe paritarie e libertarie si sono dette non d’accordo al ritiro dei calendari perchè troppo censorio e avrebbero preferito promuovere un calendario di uomini nudi e mandarne i proventi in beneficenza. Per me invece, adesso anche basta, attrezziamoci per il #governodilei, per prenderci responsabilmente più spazi di potere e decisionali perchè stare dietro a giochetti e menti malate maschili ci siamo stufate. Non c’è più tempo, noi, i nostri cari, chi ha bisogno, la nostra città e il nostro paese hanno urgenza di cura. Confrontiamoci sui territori, fermiamo irresponsabili e narcisi. Sappiate che il Regina Margherita, importante ospedale torinese per bambini, ha denunciato un aumento impressionante di tentati suicidi tra ragazzini e, purtroppo, anche di quelli riusciti. Cari maschi ansiosi di poltrone, e se provaste un pò a curare e a badare?

Pubblicato in: Donne, politica,

Commenti:

  • LAURA INCANTALUPO 17 Dicembre 2020

    Condivido anche le virgole!

  • Franca Marcomin 19 Dicembre 2020

    Grazie Laura, una buona analisi che condivido. Ma diciamo anche un po’ di cose positive successe alle donne, altrimenti sembriamo solo rivendicative. Con stima Franca

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