Prima le donne per l’assemblea permanente

postato il 30 Mar 2015
Prima le donne per l’assemblea permanente

Mi è piaciuta la manifestazione di sabato e ho fotografato le donne presenti che la vivacizzavano .Ma una giovane interdetta a metà corteo mi ha fatto emergere la domanda che mi gira per la test: tante donne giovani o meno sono da tempo in cerca di una coalizione sociale che dia loro spazio. Reggono la società italiana con il loro lavoro di cura non pagato, tantopiù dopo il taglio dello stato sociale drammatico con l’amore e la passione di ogni giorno.La reggono con le relazioni che manutengono ricucendo tutti gli strappi, riparando violenze, ingiustizie e esclusioni, educando in casa a scuola e nel sociale, con le tasse che non evadono, con la loro creatività e responsabilità.

Questa sarà la volta buona che diventano visibili e valorizzate, che si palesano per le dirigenti che già sono se questa coalizione  si basa sulla dignità e i diritti umani per tutte e tutti, se valorizza le differenze e cancella le discriminazioni, se cerca la conversione ecologica e la laicità?

Sul palco una Calosso imbronciata e un Landini ribelle (che siglava con un bacio rubato il tentativo di legittimarsi) sembravano l’immagine contraddittoria di questa complessa realtà italiana, dove la Capa sgridava il ragazzo (si fa per dire) che non vuole adattarsi alle regole date. Le mie domande a Landini nel forum di Rai3, quelle che la ragazza sola mi ha poi rappresentato con la fotografia che le ho fatto (in memoria della mai dimenticata Giulia che ha scelto Palazzo Nuovo, l’università, per buttarsi giù dal sesto piano a 23 anni  in piena solitudine) non sono state minimamente prese in considerazione. E lo schema della giornalista era quello rituale e ripetuto a iosa.

Non ho voglia di rivendicare prima ancora che si realizzi concretamente qualcosa ma ho voglia di fare. Come mi hanno insegnato Kristin e Soraya che stanno facendo il giro dell’Europa per promuovere Iniziativa Femminista di cui ho parlato qualche post fa. La ragione fondante è stato proprio il fatto che i temi di cui si occupano le donne stavano al fondo dell’agenda politica di tutti i partiti di qualsiasi colore e così è nato il Noi rosa, né di destra nè di sinistra con contenuti della buona  sinistra di una volta. Come quando con Alex Langer abbiamo lanciato i Verdi. Come Beppe grillo con i pentastellati, come Podemos. Finito lo schema novecentesco dei partiti che fanno la sintesi dei movimenti con le loro rivendicazioni in piazza e il sindacato cinghia di trasmissione. L’ha sintetizzato bene Paolo Cacciari ieri a Primalepersone nell’avvio dell’Assemblea permanente, spazio di servizio per i movimenti che vogliono autorappresentarsi e non credono più alla delega. Il movimento femminista ha messo in discussione questo modello di democrazia che cancellava le donne durante tutto il secolo scorso.

Tante amiche mi invitano ad impegnarmi alla fondazione di iniziativa femminista in Italia. Confesso che è la prospettiva che mi convince di più perché qui sarebbe la vera novità che supera una sinistra stradivisa da quando sono nati i Verdi e poi il M5S.

Un passo alla volta. Intanto ieri la leadership, documentata dalle fotografie, era visibilmente al femminile. Ormai ci conosciamo, ci intendiamo co-operiamo. Rispettiamo le differenze: ad esempio ieri Cristina Quintavalla ha espresso il suo pensiero con l’unico voto contrario alla formalizzazione dell’Associazione, motivando bene le sue ragioni che terremo in conto perché sono in parte anche nostre preoccupazioni. Nessun uomo ha avuto l’atteggiamento di “primadonna” di cui è piena la politica italia, e chi ci ha provato senza capire bene dov’era si è rapidamente coinvolto nel sentire comune. Nessuna passerella ma lavoro insieme con un sacco di idee nuove, suggestioni, proposte che sono emerse perché tutte e tutti potevano esprimersi su un piano di parità e tutte le diverse opportunità stavano sul piatto.

Mi è venuta in mente l’assemblea dei Minangkabau a Sumatra, tenuta in una bella casa comune fatta come le navi con cui sono sbarcati sull’isola, con le due anziane capeclan, democratico e aristocratico, (ieri la foto della presidenza è stata battezzata dall’amica olandese capebanda) sedute a poppa e prua con il solo compito di dare e togliere la parola nell’assemblea, anche ai bambini,e di riassumere le decisioni.

Amiche e amici, vi siete accorte ieri che ci stiamo avvicinando a questo antico e nuovo modello?

Pubblicato in: Donne, Lavoro, politica,

Commenti:

  • clara natale 31 Marzo 2015

    Riprendiamoci le piazze per entrare nel mondo non in punta di piedi ma rette in piedi verso l’alto!. “Se non ora quando!”

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