Riflessione in questa domenica delle palme

postato il 10 Apr 2022
Riflessione in questa domenica delle palme

Non so prevedere né quando né come finirà purtroppo e di fronte a tutti i distinguo e gli improvvisati esperti, generali e no, pacifisti e no, storici e geopolitici che ci ricordano le guerre dal medioevo in tutto il mondo io, ecofemminista e quindi non violenta, non so che dire oltre che oggi il re è nudo e invitare a disertare il patriarcato donne, e soprattutto uomini. Voglio ricordare con il.premio Nobel per la pace del 1905, Bertha von Suttner, che la guerra deve uscire dalla storia o non ci sarà più storia per la nostra specie. E che l’ecofemminismo rimane l’unica via di uscita da questo sviluppo ormai insostenibile. O sappiamo assumercene la responsabilità, uscire dalle nostre cucce calde, unirci e imboccare la via che individueremo insieme a tanti giovani che ce lo chiedono oppure ci resta il silenzio e la meditazione. E naturalmente curare, volontariato e associazionismo, manifestazioni e scambi in rete, lavorare se siamo fortunate, passeggiare e stare con i nostri cari e amici. Cercare cose interessanti in rete o nausearci per spazzatura e violenza che circolano o sorprenderci per inaspettate considerazioni di chi consideravamo impegnato a cambiare il mondo con noi. Leggere mi solleva dall’angoscia e mi fa dimenticare un po’ carneficine e stupri ma porta con sé tanta nostalgia. Come sfogliare un album di vecchie fotografie o sentire musica che ti ricorda bei momenti passati.

Arriva la Pasqua dei miei ottanta anni. Mai avrei pensato di vivere gli ultimi anni della mia vita con tutta questa sofferenza intorno a me. Monica ci ha proposto il titolo del prossimo numero di Marea, la rivista che ha fondato poco prima che la conoscessi e ci incontrassimo per non abbandonarci più, mettendo in comune le tante amiche che avevamo con noi e i temi centrali del nostro impegno. “Paura”, dopo “patriarcato” che è il tema dell’attuale numero in distribuzione. Ho suggerito di aggiungere “e speranza”. Suggerimento respinto. Troppo scontato probabilmente e poco credibile. Nel frattempo si moltiplicano le richieste di interviste, articoli, contributi e inviti a webinar su quelli che sono da sempre i temi del mio impegno. Tra gli ultimi mi piacciono e vi segnalo l’intervista di radio città aperta, diretta ai giovani, e l’articolo di Sapere ambiente, suggerito da Valentina Cavanna e così ben costruito con l’aiuto del direttore. Ma ringrazio veramente tutte e tutti quelli che mi invitano e diffondono le nostre riflessioni e iniziative. Non è facile in questa situazione organizzarci, tantopiù che non siamo una associazione registrata e non abbiamo chi cura la nostra comunicazione. E tantomeno siamo un partito, né abbiamo un partito che ci rappresenta in Italia. Nel quadro di una formazione europea, che porta avanti la coraggiosa  e sempre impegnata giornalista Marilù Mastrogiovanni, spero che potremo riprendere la relazione politica con i green europei, e mi aspetto anche di poterlo fare con le giovani amiche di “Visione comune” e di “Assemblea Ecologista” o quelle vecchie dei Verdi come Franca Marcomin e tutte le testimoni che ci hanno aiutato a scrivere e diffondere “l’ecofemminismo in Italia” e con chiunque altra lavori nella nostra direzione e voglia mettersi in contatto con noi.

Naturalmente sono molto grata a Luisa Carminati e Legambiente di Bergamo che iniziano ora il terzo ciclo di formazione sull’ecofemminismo e che mi hanno invitata come prima relatrice in quei giorni di febbraio di due anni fa, quando già il covid circolava e poi avrebbe fatto tanti morti in quella zona e di nuovo intervistata pochi giorni fa. Trovate a ritroso in questo blog tanti post che parlano di tutte queste importanti esperienze. Grazie a chi ha partecipato ai vari operativi ecofem e a gli uomini che ci hanno dato preziosi contributi come Piero Muo di cui ho parlato nell’ultimo scritto, ma soprattutto a Serena Omodeo per la sua proposta di un tavolo con tutte le associazioni ecologiste e civiche sul che fare. Nella prima legislatura dei verdi del Sole che ride, simbolo degli antinuclearisti, quando noi ecofemministe guidammo il gruppo parlamentare alla Camera per il poco tempo che i nostri colleghi maschi ci permisero, prima di trasformare l’arcipelago in partito in tradizionale e svuotarlo della carica che con Langer aveva, esisteva una consulta ambientalista che si riuniva con noi per decidere leggi, referendum e interventi urgenti. Oggi i corpi intermedi sono spariti per chi è eletto e così anche il Parlamento è stato svuotato attraverso leggi elettorali, referendum e voti di fiducia e dpcm senza che noi potessimo incidere nelle decisioni. nelle prossime politiche misureremo l’ultimo disastro della mancata rappresentanza.

Buona domenica e buona Pasqua.

Commenti:

  • Franca 10 Aprile 2022

    Grazie Laura, sempre puntuale con i tuoi pensieri e aggiornamenti. Buona domenica delle palme che anticipa la resurrezione per chi crede, cioè la vittoria della vita sulla morte ciao Franca

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