vita e morti
postato il 12 Ott 2026
Ho letto con interesse Doula di fine vita di Monica Lanfranco che ringrazio per questo scritto sul fine vita che mi sollecita a rispondere con emozione ed affetto: mi sento profondamente coinvolta dalle sue riflessioni che voglio diffondere e commentare. 84 anni suonati mi rendono ormai prossima alla fine della mia bella e ricca vita. Non sono credente in un aldilà fatto di purgatorio, paradiso ed inferno ma molto curiosa di un cosmo infinito e convinta che “nulla si crea e nulla si distrugge”, anche la mia esistenza. Curiosa anche di un futuro che mi lascerà sopravvivere nella vita dei miei figli e delle mie nipoti, tutte femmine eccetto l’ultimo nipotino Victor, con cui sto riscoprendo il mondo: gli vivo vicina e passo molto tempo con lui, visto che mio figlio Andrea ha convinto me e Piero a trasferirci da Torino a Trento.
Dopo la morte tutti sopravviviamo sul nostro pianeta quando qualcuno dei viventi ci ricorda intimamente, e soprattutto pubblicamente. Non abbiamo idea di come si trasformerà quello che abbiamo vissuto e che tanti hanno chiamato anima o spirito, mentre abbiamo chiarissimo come si trasformerà il nostro corpo a seconda che sia sepolto, incenerito, o per pochi imbalsamato come è stato e non so attualmente quanto ancora lo sia, e per chi, nel mondo di oggi. Soprattutto nell’Occidente, che anche noi consideriamo la nostra casa e la nostra storia, non sempre ricordandoci di quanta distruzione e morte continuiamo a provocare. Non chiedendoci mai come potremmo, noi sopravvissute ma soprattutto le nuove generazioni di donne che stanno cambiando il mondo, in gran parte rifiutandosi di fare figli o limitando talmente tanto le nascite che non si sa chi potrà pagare le pensioni future.
Il pariarcato che tante nostre madri politiche hanno contrastato è oggi più potente che mai, Ricchezza e follia di potere che dimentica ogni processo democratico reale perchè ingordo e ignorante come lo sono Trump, Putin, Netanyahu e altri pochi che controllano terra e cosmo a cui arrivano con i loro satelliti. ”Fai come vuoi, fai cosa vuoi in guerra ma non bombardare le infrastrutture energetiche”. Questa l’ultima comunicazione pubblica di Trump che sostiene di avere trovato l’accordo che Putin smentisce. Trump dice anche che allenta le sanzioni sulla Russia perchè serve il gasolio che può esportare. Nel frattempo resta inguaiato nella guerra contro l’Iran che ha iniziato senza consultare neppure il Congresso. E la sua credibilità si trasforma da tragedia in farsa. “E poi si vada a votare in Ucraina”, altra sua perla. Capi di stato violenti anche nelle parole e per Trump caos a gogò ogni giorno. L’Europa che non riesce ad essere unita e autorevole, dopo l’aggressione di Putin in Ucraina che continua da cinque anni senza tregue, più volte annunciate e mai attuate.
Mi fermo qui e non affronto il massacro continuo dei Palestinesi e la guerra estesa anche in Libano augurandomi che le vicine elezioni in Israele interrompano l’arroganza e le violenze dell’attuale governo e dei coloni israeliani. Sulla situazione nel nostro paese governato per la prima volta da una presidente donna, ma che ha chiesto ai giornalisti di considerarla al maschile, come fosse un uomo, sarebbe troppo lungo parlarne qui, ma è importante confrontarci collettivamente e scriverne.
Anche se sono molto vecchia mi sento ancora coinvolta dalla vita come si organizza sul nostro pianeta controllato dalla nostra specie che continua anche a distruggere altre forme di vita oltre che a guerreggiare.
Torno alle considerazioni di Monica, “rimuoviamo il corpo. Il corpo, che è potente, ma allo stesso tempo fragile, ricco perché sensoriale e allo stesso tempo segna il nostro limite.” Riporto questa sua frase sapete care amiche femministe che, dai tempi del self-help e dell’autocoscienza, “noi e il nostro corpo” sono nesso inscindibile.
Come possiamo rimuoverlo? “ho percepito la potenza di un evento come quello del mettere al mondo, che è contemporaneamente fisico, ma anche simbolico, profondamente collegato alla morte” scrive Monica ricordando la nascita del suo primo figlio e collegandola alla sua morte che necessariamene lo priverà della madre. Lei è stata molto coinvolta e vicina alla morte di sua madre e inevitabilmente il distacco e la successiva mancanza ritornano al periodo della gravidanza e del parto. Nascita e morte, il ciclo della vita dei nostri genitori e nonni, quella nostra e quella dei nostri figli e nipoti ma anche quella che ogni giorno ci angoscia nelle notizie dei media, ma anche la violenza, il dolore, la malattia su cui si sorvola velocemente oggi, che si accantonano per cacciare l’angoscia che rischia di sommergerci. Mentre scrivevo mi è arrivata dalla televisione la voce di Manconi che ricordava come il dolore è in questo momento il cuore del mondo e non è un caso che anche il papa abbia detto in piazza di essere malato di un nodulo di cui deve operarsi. Empatia che trasmettono in tanti, persone importanti e altre vicine e amiche mentre il ministro di Trump che ha voluto chiamarsi della Guerra ha comunicato che la prossima sentenza di morte sarà eseguita pubblicamente in diretta streaming con fucilazione perchè il condannato è un militare. Sadismo al posto di compassione, giustizia che in realtà diventa vendetta e crudeltà. Amiche mie, vorrei parlarne con voi per sentirmi meno triste e rinfrancarmi sul mondo che verrà e porterà tutti i disastri climatici che già stiamo sperimentando.
Commenti:
-
Bellissimo questo post. Mi ritrovo in tutte le cose che scrivi e fra l’altro trovo la tua scrittura più, non so come spiegarlo, più bella, più coinvolgente, più empatica. Si mi piacerebbe poterne parlare assieme “per sentirmi meno triste”. Un abbraccio forte! Eliana